L’Italia è il secondo Paese al mondo per numero di ascensori installati, con oltre un milione di impianti che effettuano quotidianamente quasi 100 milioni di corse. Un primato accompagnato, tuttavia, dal progressivo invecchiamento delle infrastrutture. Secondo i dati 2025 di ANIE AssoAscensori, oltre il 70% degli ascensori italiani è in funzione da più di vent’anni e quasi il 50% supera i trent’anni di esercizio.
Il fenomeno si inserisce in un mercato internazionale in espansione. Secondo la società di ricerca MarkNtel Advisors, il settore mondiale degli ascensori e delle scale mobili aveva raggiunto un valore di circa 116 miliardi di dollari nel 2023. Una successiva analisi dello stesso istituto ha stimato il mercato in circa 131 miliardi nel 2025, con una previsione di crescita fino a 159 miliardi entro il 2032. A sostenere la domanda sono soprattutto l’urbanizzazione, le nuove costruzioni e la modernizzazione degli impianti esistenti.
Il problema italiano non riguarda soltanto l'età degli ascensori, ma anche la loro diffusione negli edifici. Il Rapporto sul mercato di ascensori e piattaforme elevatrici, realizzato dal CRESME per ANIE AssoAscensori, evidenzia che appena il 4,9% degli edifici residenziali dispone di un impianto di sollevamento: circa 617 mila fabbricati su un patrimonio di 12,54 milioni di edifici.
Incrociando i dati sul patrimonio edilizio con le indagini ISTAT sulla disabilità, lo studio ha inoltre stimato che oltre 3,1 milioni di persone residenti dal secondo piano in su presentano difficoltà motorie.
Per i condomìni italiani si apre quindi una duplice sfida: ammodernare gli ascensori esistenti e migliorare l'accessibilità degli edifici che ne sono sprovvisti. L'anzianità di un impianto non ne determina automaticamente l'insicurezza, ma rende particolarmente importante valutare l'adeguatezza delle tecnologie, l'efficacia della manutenzione e gli interventi necessari per migliorare sicurezza, comfort ed efficienza energetica.