Una definizione europea comune e più semplice dei prestiti verdi destinati all’edilizia e al settore immobiliare potrebbe facilitare l’accesso al credito per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici. È la proposta contenuta nella Nota di Stabilità finanziaria e vigilanza n. 52, pubblicata il 6 ottobre 2026 dalla Banca d’Italia.
Attualmente nell’Unione europea non esiste una definizione di “green loan” utilizzata in modo uniforme dagli operatori. Secondo Bankitalia, la complessità della disciplina e la difficoltà di reperire alcuni dati richiesti possono limitarne l’applicazione concreta da parte degli intermediari.
La proposta mantiene la Tassonomia europea come riferimento, ma introduce un percorso semplificato e complementare fondato anche su indicatori di prestazione energetica già utilizzati nei processi di finanziamento.
Il perimetro potrebbe comprendere non soltanto i tradizionali mutui ipotecari, ma più in generale i finanziamenti destinati all’acquisto, alla costruzione o alla riqualificazione energetica degli immobili, secondo criteri verificabili e maggiormente standardizzati.
L’obiettivo è rendere più facilmente identificabili i finanziamenti effettivamente collegati al miglioramento energetico degli edifici, favorendo una maggiore uniformità nelle pratiche bancarie.
Per Banca d’Italia, una definizione chiara e operativa potrebbe contribuire allo sviluppo del mercato dei prestiti verdi, sostenere gli interventi sul patrimonio edilizio e, indirettamente, ridurre la spesa energetica delle famiglie e aumentarne la resilienza agli shock dei prezzi dell’energia.